Mese: Giugno 2018

How to make it: La Spiaggiata

Pochi sono gli ingredienti base per una notte da leoni in spiaggia: buoni amici, bel posto e una spesa intelligente.

Memoriali estivi andati perduti raccontavano di due principali scuole di pensiero per i golosi di spiaggiate: quella di chi ama il raduno nella calma spiazzante dell’Arcobaleno (spiaggia libera), quella di chi preferisce lo scenario mozzafiato che ti offre la spiaggia libera di San Terenzo.

Ottimi argomenti a favore di entrambe, da una parte la calma piatta di una spiaggia da surfisti che non amano il baccano, ideale per un convivio con amici.

Dall’altra il palcoscenico di San Terenzo, l’altare del castello di Lerici di fronte agli occhi, che vuole farsi osservare a ogni costo.

Qualunque siano i vostri gusti in merito all’ambiente, fare una spiaggiata entro la fine del mese di Giugno è un augurio garantito per l’estate che sta sbocciando; è il rituale che apre le danze; in parole povere: è d’obbligo.

Si perché , arrivati a questo punto dell’anno, c’è bisogno di quell’evento come la spiaggiata che ti faccia sentire che il vento è cambiato, che ci siamo, che è estate e che siamo giovani.

Inviateli quei messaggi che fanno esultare gli amici come degli imbecilli da soli davanti allo schermo del telefono: proponete una spiaggiata.

Che poi la procedura di una spiaggiata è relativamente semplice, sorvolati i problemi organizzativi circa la scelta del posto, chi porta la borsa frigo (ma ancora più nello specifico: chi veramente ha ancora una borsa frigo?), i passaggi (ma il problema guidatore è risolto se dormi in spiaggia), e bla bla bla… pochi sono gli ingredienti base per una notte da leoni in spiaggia: buoni amici, bel posto e una spesa intelligente.

A fare la spesa andranno i soliti tre stronzi -come sempre- ma come ripicca si riservano la libertà di scelta. Lasciarsi guidare dal proprio intuito tra gli scaffali del supermercato è l’unico imperativo. Certamente troverai l’amico che già si sente Jack Sparrow ed opta per l’acquisto di rum, mentre tu volgi verso il Malibù, che ti addolcisce l’estate. Quello si che la addolcisce davvero.

 

Sorpassati tutti questi dettagli finalmente giungerai lì, sul tuo palcoscenico, coi piedi infossati nella spiaggia.

Cominciamo: asciugamani stesi, borse a schiera a formare il quartier generale, amici già seduti, amici che già lottano per terra, amici che già stappano una birra, amici già imboscati (e chissà cosa combinano…).

Tutto è pronto, lo sei anche tu, anche se stai ancora pensando; ti stai godendo l’attesa dell’evento che ti sta già sotto il naso;

Sei pronto a percorrere i gradini della tua iniziazione. Perché di fronte alle infinite possibilità che la notte concede, tre sono i ruoli-base che una serata in spiaggia con gli amici e/o amiche ti consente di interpretare: il sognatore, il meditatore e il discepolo di Dioniso (Bacco, ndr).

Recitare il primo è semplice: basta ricordarsi di portare un pallone.

In questo campo di sabbia a chiunque è concesso di sentirsi Ronaldinho, almeno per una notte, e le scivolate sulla sabbia fredda sono una goduria, per non parlare dei granelli tra le dita . E che dire di quanto gasa inseguire un pallone che a stento riesci a distinguere dalle caviglie del tuo avversario?

Prima tappa smarcata.

Ma che siate sportivi o no, durante la lunga notte una cosa di sicuro sarete: saggi!

Saggi che, raggiunta l’autarkeia (autosufficienza, ndr.), contemplano il mondo, con quel filtro di armonia che la notte offre. Ossia arriverà quell’attimo della serata in cui vi sdraierete ad apprezzare il soffitto del cielo, affianco a qualcuno con cui condividere la vostra “elevazione spirituale”, fino almeno all’arrivo del guasta feste, puntuale, che ha avuto qualche “geniale” trovata e vi vuole coinvolgere: la classica “ideona” delle 3 e 30 del mattino.

Terzo e centrale elemento della notte in spiaggia è lui: Dioniso.

Con il suo fiasco di vino traboccante, o con una borsa frigo colma di birre fresche da sessantasei e una cassa bluetooth che spande musica tribale – o una chitarra romantica- ti prende per mano e ti riporta là, a scorrere alla stessa frequenza delle passioni, a ballare con lui.

Questo è la spiaggiata di Giugno: la notte che apre le danze al periodo migliore dell’anno, perché è qui che si riduce ogni nostra attesa: all’estate.

Beh non vi resta che inviare quel messaggio: datela  una gioia a un amico.

Consiglio “post scriptum” per le matricole del rito: divertitevi a comprare qualche strano oggetto che sia la vostra mascotte per la serata,  per sentirvi più a vostro agio, come che so io, un pacchetto di toscanelli, qualche bandana (per sentirsi più pirati), una collana di perle; a voi la scelta.

[Argh!]

 

Scritto da Matteo Bernardini

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