D’Annunzio Veste Kitsch

“Bisogna fare la propria vita, come si fa un’opera d’arte”

Provocatorio ed eccentrico, il kitsch è un fenomeno artistico che (paradossalmente) si fa beffa dell’arte e prende il largo nei periodi in cui i valori portanti di una società cominciano a sgretolarsi. Va di pari passo con lo sviluppo dei media e della società di massa grazie alla sua vena dissacratoria.

Molte “star” fanno parlare di se seguendo lo stesso principio, ma chi meglio del letterato che disprezza e sfrutta le masse per esplicare al meglio questo stereotipo? 

Oltre ad incarnare la figura del nuovo intellettuale decadente italiano, Gabriele d’Annunzio, nato a Pescara nel 1863, rappresenta una vera icona del kitsch. 

Il poeta attraversò un cinquantennio della cultura italiana, influenzandola profondamente con una grande produzione. Creò così il fenomeno del dannunzianesimo, che segnò il comportamento di intere generazioni borghesi e gli permise di ispirarsi alle forme della cultura di massa dando vita ad una produzione letteraria di consumo. Tramite gesti provocatori ed eccentrici, sfrutta a pieno le potenzialità della società in cui vive, trascorrendo la sua carriera all’esasperata ricerca dell’arte e della bellezza. Lui stesso nel secondo capitolo del romanzo “Il piacere” scrisse:

“Bisogna fare la propria vita, come si fa un’opera d’arte”.

Da ciò è evidente che, per il poeta, l’arte è concepita come assoluta bellezza nell’ottica del decadentismo. Si pone come esteta al cospetto della società di massa, perennemente alla ricerca del gesto assoluto e teatrale, spesso diventando provocatorio ed eccentrico. 

Cioè, ha capeggiato l’invasione di Fiume, per dire.

D’Annunzio sfrutta abilmente i meccanismi dell’industria, riuscendo ad offrirsi come mito di massa attraverso la figura del genio, seppur in realtà disprezzando aristocraticamente le folle, conducendo la sua vita verso esperienze esclusive e raffinate. L’intento di d’Annunzio non è quello di essere “kitsch”, ma sfrutta abilmente le stesse caratteristiche facendo così inevitabilmente parlare di se. 

Appare kitsch, senza esserlo realmente, e osando.

Osando sempre.

scritto da Eleonora Colombo

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