-Riportare storie dei lettori (forma anonima* e non) riguardanti storie, avventure, esperienze, etc.

Categoria: Detto Fatto

Come non diventare una Iena

la discoteca chiude, lascio i miei compagni alla stazione della metro e parto a piedi in direzione Cologno Monzese. Obiettivo: fare i provini per “le Iene”.

Eravamo a Milano, un paio di anni fa, serata come un’altra. Ero parecchio preso male, adesso non ricordo bene per quale motivo, forse mi ero lasciato, non ricordo, fatto sta che non ero in vena di fare serata. I miei amici invece si e io ero in quella situazione schifosa in cui sentì di dover fare qualcosa anche se in realtà non ne hai nemmeno per il cazzo. E allora seguo gli altri, già belli andati, prendo la mia autocommiserazione e mi dirigo verso il Dude (discoteca di Milano, ndr.).
Tanta gente, odio tutti. Una mia amica allora mi consola, mi fa due discorsi e mi solleva un po’ il morale. Non basta ancora. E allora via col gin. Tanta gente, tanto gin. Vediamo di far diventare simpatici. Ci lascio un patrimonio e via che parto, sembro un’altra persona e inizio a parlare un po’ con tutti. Sono sarzanese ma quella sera il dialetto romano era la mia lingua, chissà perché. Finalmente dimentico i miei guai e la serata prende una giusta piega. Peccato che fossero già le 4, la discoteca avrebbe chiuso alle 5 e, mentre i miei amici erano collassanti e pronti all’uscita, io mi sentivo un carro armato, pronto a spazzare via la civiltà e il buon costume dalla capitale economica d’Italia.
Allora è il momento di prendere una decisione drastica: la discoteca chiude, lascio i miei compagni alla stazione della metro e parto a piedi in direzione Cologno Monzese. Obiettivo: fare i provini per “le Iene”. Prima mi guardo l’alba, poi prendo un autobus senza sapere come e arrivo davanti agli studi Mediaset. Davanti all’ingresso tre bodyguard ai quali provo a spiegare la situazione.

<<Buongiorno>>
<<Buongiorno a lei>> rispose scettico e confuso uno di loro. Indossavo scarpe giallo fluorescente, un cappellino da baseball e canottiera. Ma ero convintissimo, ero certo che i provini sarebbero andati bene e che non ci sarebbero stati problemi.
<<Sono qua per fare i provini delle Iene>>.
<<Guardi che deve andare a Roma>>.

Aiuto. Disperatissimo, tutti i miei sogni di gloria costruiti con fatica un paio di ore prima stavano svanendo. Allora tento la carta “conoscenza”.
<<Ma dai, vengo da Genova (???), mi ha detto Sandro Replay (???) di venire qui. Devo farli>>. (Non sappiamo se realmente Sandro Replay sapesse della situazione, dubitiamo anche che i bodyguard potessero anche solo sapere di chi stava parlando comunque, ndr.)
Mi hanno un po’ compatito ma niente da fare.
Distrutto e demotivato, mi dirigo verso casa, e in quel momento incontro un’amica.

<<Ciao!>>
<<Ciao!>> risposi cordialmente.
<<Cosa ci fai già sveglio?>> A parte che potrei fare la stessa domanda, ma poi che te ne frega.
<<“Già”, ehm no.. comunque pensavo di andare a fare un po’ di shopping>>.
Questo era il mio audace tentativo per non sembrare appena scappato dal C.I.M. (Centro Igiene Mentale, ndr.)
<<Dai? Ma che bella idea! Sai cosa? Vengo anch’io>>

Merda. Ma come mi è uscita sta stronzata?!
Dopo un paio d’ore ore per negozi, smaltisco la sbronza e finalmente torno a casa. Dormo un po’, mi sveglio e totalmente rincoglionito vado a farmi il bagno nella fontana fuori da casa mia…
Alla fine non è cambiato nulla ma, almeno per un po’ di ore, ho sostituito i miei guai con una serie di situazioni assurde.

 

Storia di un Anonimo

Benvenuti nella giungla

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