Greenery

Andrea Piotto

Sbocciata da una ricerca personale, #GREENERY è una dimensione che rimanda a varie esperienze e possibilità _ _ La mia ricerca artistica, che esprimo con la fotografia, con installazioni video e con interventi site specific di Land Art; i risultati formali si possono successivamente declinare nella produzione di grafiche per tessuti o carte da parati, e nella realizzazione di pezzi d’arredo. In questa veste collaboro con realtà espositive ed imprenditoriali, strutture ricettive e aziende agricole. _ Consulenze d’arredo, progettazione d’interni e del verde, servendomi anche delle metafore descritte nei laboratori. _ Laboratori, teorici e pratici. - “Greenery” muove dalla necessità di ritrovare la Natura in uno spazio urbano, da una ricerca che si realizza nell’affinamento dei sensi, in un esercizio di percezione, osservazione e analisi, del Mondo e di sé. #GREENERY è “l’epifania della Bellezza nella casualità del quotidiano”, è la ricerca, non solo del “bello” ma “dell’interessante e del particolare”, servendosi di strumenti percettivi come _ la Serendipità, “la capacità di cogliere e interpretare correttamente un fatto rilevante che si presenti in modo inatteso e casuale / l’attitudine a fare scoperte fortunate e impreviste”, e _ la Propriocezione, “la capacità di essere consapevoli del proprio corpo e della dimensione spaziale in cui si è immersi (luce / vento / odori / temperatura / ... )”.

“Il mondo vegetale rappresenta una delle possibili chiavi d’accesso a come vediamo e processiamo il Mondo, e questi elementi, dettagli di “armonia, ordine, equilibrio, giustapposizione” possono agire sull’energia interiore della singola persona e influenzarla, magari positivamente. Il pensiero corre a quegli aspetti, forse minori ma per alcuni importanti e addirittura determinanti, come lo sono per Marcovaldo, che è poi come mi sento io quando mi capita di risiedere in una grande città. Trovo sia rilevante, in un momento socialmente complesso e in una società genericamente caratterizzata da uno spiccato consumismo, dalla fretta e dalla tendenza a una superficialità estetica, fermare il nastro e provare a evidenziare dallo sfondo alcuni dettagli. In punta di piedi, approcciando una tematica gigantesca dal punto di vista delle “erbacce”.

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