Riflessioni; Presente

Martina Di Giovanni | Marta Tovoli

Siamo due studentesse di pittura dell'accademia di belle arti di Firenze, i nostri medium e i nostri esperimenti al di fuori dell'accademia si incontrano e si fondono nell'uso simultaneo di pittura e video, creando una collaborazione armonica tra i due componenti.

La nostra installazione nasce dall'idea di manifestare i nostri timori e le nostre preoccupazioni sorte dalla consapevolezza di vivere in un mondo il cui futuro, o meglio non-futuro, è determinato dalle azioni protratte per anni dal genere umano.

Il mondo in cui viviamo è il frutto di scelte fatte nel tempo, decisioni prese senza considerare l'avvenire e basate sul qui ed ora strettamente economico e fittizio, ciò non significa che la nostra presa di posizione demonizza il progresso, ma giudica l'esagerata mancanza di etica e lungimiranza.

Arrivati a questo punto possiamo constatare di vivere in un luogo e tempo costruiti dalla cooperazione tra ambiente e artificio, nati dalla coesistenza di elementi dannosi e prolifici, dalla metamorfosi tra il naturale e l'innaturale; ciò non porta in sè un giudizio negativo o positivo, è semplicemente ciò che che circonda.

Così ci siamo poste la prima domanda che ha determinato la nostra idea finale; cosa collega natura e artificio? Se potessimo riassumere tutto in una parola, quale sarebbe il punto in comune fra le due parti?

Ecco come siamo arrivate al concetto di movimento. Ecco come natura e uomo spingono sempre e inevitabilmente verso il movimento costante; progresso, velocità, comunicazione, distruzione e molte altre che sono solo alcuni esempi di come le due parti agiscono.

L'uomo agisce in questa maniera perchè è parte di un grande insieme chiamato vita? Se è così perchè porta in sè il seme della distruzione ( che si evolve inevitabilmente in autodistruzione)?

Questa presa di coscienza ci ha portato ad analizzare e studiare i piccoli movimenti che fanno pare della nostra vita quotidiana; il vento che muove piante, stesso vento che anima la spazzatura, il riflesso della luce solare e artificiale sull'acqua, la vita degli animali, la velocità del progresso meccanico, il moto delle onde e molti altri, tutti piccoli dettagli che determinano e costituiscono la realtà in cui viviamo.

L'insieme di questi dettagli risulta nel video che abbiamo creato attraverso l'osservazione volta a cogliere l'essenza del nostro presente tramite il movimento.

Il nostro lavoro si sarebbe potuto fermare qua, a una mera constatazione del rapporto tra uomo e natura ma sarebbe stato incompleto; nel nostro presente è ormai insinuata la paura di un avvenire incerto e indefinito.

L'idea di futuro fa parte del presente stesso ed è proprio su questo punto che in passato il genere umano è caduto; ignorando il collegamento tra passato, presente e futuro limitiamo esponenzialmente la possibilità di comprendere ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.

Questa paura e insicurezza abbiamo deciso di renderla attraverso un buco nero che distorce e, talvolta, annienta le immagini che costituiscono il nostro presente.

Quanto riusciamo ancora a vedere e distinguere? Quanto è già perso il un buco di distruzione? Ma soprattutto, quanto questa voragine potrà ingrandirsi e come sarà di conseguenza il nostro futuro?

L'unica soluzione possibile è quella di attenersi al rapporto che ci unisce con la natura, quindi per migliorare la situazione non possiamo non guardare al movimento, inteso come lotta e rivendicazione di un diritto fondamentale come quello di potersi costruire un futuro in un mondo che non ci sta abbandonando, o meglio, di un mondo che decidiamo di non abbandonare.

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9 commenti su “Martina Di Giovanni – Marta Tovoli”

  1. Sapete esprimere il vostro pensiero con l’ incisività delle immagini e con l’intensità delle parole. Mi siete piaciute molto

  2. La distopia qui ed ora, non in un futuro futuribile. Fastidiosa, reale come un granello in un occhio, perché da “un altro mondo è possibile” siamo passati ad “un altro presente è necessario”. Opera attuale, bella ed inquietante, Anzi: bella perché inquietante.

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