Solstizio d’estate

Non opporre resistenza è la parola d’ordine.

Se hai appena cambiato l’armamentario del tuo armadio e sul pavimento di camera tua si nasconde qualche acerbo granello di sabbia, probabilmente le campane dell’estate stanno già suonando nella tua testa.

Il Sole delle prime giornate di giugno sta calando: tempo di uscire !

Magari sei indeciso tra una canottiera ignorante e una t-shirt bianca, poco importa, ma dimenticati dei calzini.

Dopo tutto l’inverno a progettare e raccimolare, è il momento di mettere in pausa le ansie e lasciarsi guidare dal fuoco interiore; l’altro fuoco, il Sole, ormai risveglia qualsiasi elemento.

Il vento della quasi tramontata primavera ti spinge fuori dall’uscio, e mentre il telefono in tasca non smette di fare “bibip”, i tuoi amici si stanno forse chiedendo se sei già partito oppure no, forse vogliono soltanto ricordarti di passare a prendere le pizze pronte. Tocca sempre anticipare i soldi ai soliti…

“A Lerici alle 8:10 , puntuali!”. Così ti aveva liquidato il tuo migliore amico un’ora prima, ma tu sei sempre stato un po’ ritardatario e di perdere questa abitudine alle porte dell’estate proprio non ti va! Altrimenti di che si parlerebbe con gli amici per il primo quarto d’ora? E infatti sono le 8 e sei appena uscito dal cancello.

Finalmente, parti.

Estate. Il vento che ti sbatte in faccia mentre guidi lo scooter.

Le pizze nel bauletto che ti mettono fretta, anche perché fredde sono immangiabili.

Estate è quell’odore di cartone caldo e di birra fresca che non ti fa guardare il cellulare, è il mare più lungo che mai che non ti fa sentire il tempo.

Sono loro, i tuoi complici di ogni sacrosanta mossa che può dirsi Giusta per decreto  divino, e gli scogli intorno.

È Lerici verso sera, con la schiera di barche che riposa, la musica delle baracchette, San Terenzo e la Palmaria davanti agli occhi; ma che ne sanno i forestieri, di questa ed altre mille sere scalzi sotto il cielo.

La scelta del giorno è secondaria, perché poche cose bastano per questo “rito iniziatico”.

Gli scogli, il mare, il castello di Lerici sullo sfondo o alle spalle, i soliti vecchi amici, una birra tra le mani, e la pizza che ci fa sentire più giovani. Poche cose che ti rendono immortale.

E i telefoni muti.

Dopo aver digerito qualche obiezione per l’orario d’arrivo, liquidata con un abituale “non rompetemi i coglioni “, ci si siede e si guarda avanti, in tutti i sensi possibili. Hai voglia di tuffarti, di vivere sott’acqua, fluire con la corrente .

Stendi le gambe, intreccia le mani sulla nuca o dai un pizzicotto a chi ti sta affianco. Fai quello che l’estate ti suggerisce, ma non opporre resistenza.

“Me lo passate un accendino che devo aprire la birra, please “. E così ha inizio.

Il primo sorso è a stomaco vuoto, il resto va da se…

È il battesimo dell’estate.

 

Scritto da Matteo Bernardini

 

 

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